I MetAdventures: Camminiamo nella natura per mestiere

Introduzione

Lasceresti il tuo lavoro e le tue “sicurezze” per camminare all’aria aperta? Io conosco persone che lo hanno fatto, fino a renderla un’autentica necessità per la loro vita.

Immaginati zaino in spalla, un gruppo di persone al seguito (e due tra loro il cui unico approccio alla natura è il Ficus Benjamin seccato fuori al balcone) e tanto cammino davanti a sé, in un qualche meraviglioso luogo dove la natura è ancora sovrana.

Questo è quello che si vede di un’esperienza escursionistica, ma solo che lo ha sperimentato una avventura simile conosce l’impatto che può avere dentro di noi, diventando l’occasione per riconsiderare la nostra posizione nel mondo e relazione con la natura che ci ospita.

Oggi vado a intervistare i MetAdventures, guide escursionistiche certificate che attraverso la loro attività lanciano un messaggio molto importante: Camminare nel verde è un mezzo di trasformazione personale e sensibilizzazione alla natura come soluzione ai danni che causiamo al nostro pianeta. 

Io credo in questo approccio, in quanto testimone del loro lavoro, e ho incontrato Nadia e Marco, due dei fondatori dei MetAdventures per farmi raccontare del loro gruppo, attività e storie.

Chi sono i MetAdventures

I fondatori di metadventures fanno un salto sopra la loro bandiera
Metadventures – I fondatori

PIETRO: Ciao ragazzi è un piacere incontrarvi, chi vuole iniziare a raccontare il progetto?

NADIA: Noi ci occupiamo di escursionismo, siamo delle guide associate con l’AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, www.facebook.com/italiaguide), e siamo nati nel 2018 quando ci siamo incontrati nel corso formativo di 4 mesi.

Da lì abbiamo deciso di unirci e di lavorare insieme, semplicemente perché ci siamo piaciuti sin dall’inizio, ed è nato spontaneamente un feeling e abbiamo deciso di chiamarci MetAdventures.

PIETRO: Cercando in rete su di voi ho trovato questo:

MetAdventures è il mutamento a cui vai incontro seguendo un percorso al di là dell’abituale. L’esperienza che ti spinge a superare i limiti dei tuoi punti di vista e trasporli in qualcosa di nuovo.

Meta dal greco μετά: in mezzo, tra. Ma anche insieme, inoltre, dopo.

Un gruppo di guide associate all’AIGAE propone la partecipazione ad eventi che mirano a farti uscire dalla routine.

Forniamo stimoli all’ostinata e comune necessità umana del ricercare altro.

NADIA: MetAdventures, sottintende la nostra voglia di spaziare, di andare al di là anche dell’aspetto apparente; meta significa appunto andare oltre, in un certo senso sconfinare ma anche trasformare e ci è sembrata la parola più appropriata.

La parola è stata scelta da Gigi, che appena ha pronunciato questa magica parola ci siamo detti “Fantastico! Ci siamo, è lei!”; e con MetAdventures sottolineiamo proprio la nostra voglia di proporre escursioni ma anche spunti di riflessione, tematiche e argomenti che vadano al di là della prestazione fisica.

Infatti facciamo escursioni con musica, teatro, ci piace leggere poesie o scritti di naturalisti e filosofi, e comunque quello che in genere è legato ai territori che visitiamo.

Raccontiamo la storia del luogo

PIETRO: Parliamo di un’altra cosa interessante che per me è un valore aggiunto.

Ho notato durante un’escursione con voi che date importanza non solo ambientale ma anche alla parte storica di un territorio, che non manca mai, infatti è scontato dire che l’Italia è stata percorsa già migliaia d’anni fa dai romani e da altri popoli.

NADIA: È comunque uno stimolo personale, perché andare a esplorare un sentiero ti induce a volerne sapere di più a riguardo.

Io sono curiosa di mio, come dicevamo è il mio lato giornalistico, e per me è proprio uno stimolo, un modo di saziare la mia curiosità che è insaziabile.

Quindi a parte questi sentieri andiamo a scoprire chi è stato qui, che cosa è stato fatto, da chi erano percorsi e poi tutto questo noi lo raccontiamo a chi viene con noi.

A difesa del territorio

PIETRO: Mi piace la dimensione che avete creato, il poter andare oltre l’escursione, e trovo molto poetica l’idea che dopo un’avventura con voi si possa tornare a casa trasformati. 

NADIA: Trasformazione appunto perché cerchiamo di vedere le cose anche da altre prospettive e metterci del nostro. 

Viviamo in un territorio difficile ma l’amore per la natura e l’escursionismo sta nascendo in questi anni nonostante le varie problematiche. 

Da qui partono anche le nostre iniziative in ambito sociale, accompagnando le persone a pulire zone abbandonate, piene di rifiuti, è il caso questo del bosco di Cuma, del Paradisiello e sul Partenio.

I MetAdventures puliscono il bosco di Cuma dai rifiuti lasciati nella natura
Pulizia del Bosco di Cuma con i MetAdventures

MARCO: Diciamo che è un po’ la nostra Missione quella di far vivere alle persone un’esperienza della natura un po’ diversa, un po’ più profonda, qualcosa di autentico e ovviamente di pari passo c’è la voglia di sensibilizzare le persone, e di far vedere con i loro occhi che la nostra regione è piena di bellezza ma piena di contraddizioni.

Ci sono realtà dove purtroppo la natura non è vista di primaria importanza e quindi pur essendo la regione piena di bellezza la nostra missione è anche quella di eliminare in questi territori questa cultura sbagliata nei riguardi della natura.

I Metadventures si occupano della pulizia di un bosco
Pulizia sul Partenio con i MetAdventures

I Cammini Solidali

NADIA: Abbiamo affiancato all’attività escursionistica anche queste attività sociali con realtà già attive sul territorio non solo Campano ma anche italiano.

Il nostro collega Ivan ha iniziato questa campagna dei Cammini solidali e dove le persone che andavano con lui contribuivano a questa raccolta fondi che poi venivano destinati alle varie associazioni e realtà che sosteniamo.

Il primo cammino è stato fatto con Open Arms quindi venivano destinati questi fondi a questa associazione non governativa che si occupa di accogliere i migranti che attraversano il mare Mediterraneo. 

Un altro cammino dove sono stati raccolti altri fondi è stato fatto quest’estate per Sea Shepherd un’associazione che si occupa della tutela degli oceani e della fauna ittica.

I tre livelli di MetAdventures

PIETRO: Quindi in MetAdventures non esiste l’escursionismo fine a se stesso, ma convivono tre dimensioni di consapevolezza e responsabilità:

  1. Personale, grazie alle escursioni che sensibilizzazione alla natura
  2. Locale, grazie alle azioni di bonifica territori del territorio
  3. Globale/Umanitaria, attraverso i cammini solidali a sostegno delle associazioni

MARCO: e non solo, è bello perché durante il cammino si creano anche dei rapporti bellissimi con le persone, il viaggio unisce, soprattutto il cammino a piedi perché nasce una spontaneità incredibile, quindi i rapporti umani sono veri, sono sinceri, sono autentici, e oltre al fatto che si creano bellissimi rapporti di amicizia c’è proprio uno spirito di solidarietà incredibile durante un cammino.

Non ci siete mai sta qui? Vi ci accompagniamo noi di Metadventures

PIETRO: In condizioni di frugalità emerge il meglio di noi, e paradossalmente questo non lo si vede in città nonostante tutte le comodità e risorse che abbiamo a disposizione.

MARCO: Si, anche offrire un sorso d’acqua a una persona che magari già l’ha finita diventa un’azione importantissima.

L’importanza di una guida escursionistica

PIETRO: L’associazione AIGAE è un’associazione riconosciuta dal ministero dello sviluppo economico che forma le guide escursionistiche, quindi voi non andate lì a caso a sperdere le genti tra le montagne, anzi è proprio l’esatto contrario, una guida escursionistica è una tutela. 

Raccontami questo aspetto, perché le persone dovrebbero essere accompagnate da una guida piuttosto che andare da sole?

Siamo preparati ad ogni evenienza

MARCO: Andare con una guida escursionistica si significa sicuramente andare in sicurezza, nel senso che prima di fare un’escursione c’è tutto un lavoro dietro di pianificazione, ci sono dei sopralluoghi che andiamo a fare e quindi c’è assolutamente una conoscenza del territorio a 360°, 

La montagna è comunque un ambiente dove tutto può cambiare velocemente, ci può essere una nebbia improvvisa, ci può essere una pioggia, quindi conoscere i rischi che sono annessi a un territorio e formulare dei piani B, C, D in base ad alcuni problemi che possono sorgere.

Oltre a questo noi abbiamo studiato materie come cartografia, meteorologia, orientamento e fatto anche corsi di Primo soccorso in ambiente impervio e il BLSD quindi diciamo che sappiamo gestire le situazioni di pericolo.

PIETRO: Le persone che praticano escursionismo con Metadventures vedono un viaggio tranquillo ma in realtà dietro c’è un lavoro enorme, ciò è possibile perché voi avete creato i presupposti, ed io l’ho visto con Nadia durante un sopralluogo.

NADIA: Sì, scegliamo anche il sentiero migliore, magari meno faticoso sotto alcuni punti di vista.

La cosa più importante

PIETRO: Secondo te qual è la cosa più importante che le persone si portano a casa dopo aver partecipato ad un’escursione naturalistica con voi? Tu osservando queste persone cosa vedi?

MARCO: La cosa che più mi fa piacere quando torno a casa dopo un’escursione e ripensare a quelle persone che non sono per nulla abituate a stare in natura, ed è quasi come se vedessero un posto che si trova nello spazio, un qualcosa di surreale.

Una volta mi è capitata una cosa che mi è rimasta nel cuore, riguardo un ragazzo sulla trentina d’anni che era venuto in escursione con me. Lui era sempre stato abituato a vivere la montagna in ottica di: “vado a fare il picnic 

PIETRO: La scampagnata! (hahaha)

MARCO: Si! E quindi lui mi disse: “Non pensavo che superando zona pic-nic esistessero dei sentieri che ti portasse a vedere certe cose”

PIETRO: Gli hai aperto un mondo, magari lui era preparato a una braciata.

MARCO: Ad un certo punto mi sembrava quasi una persona che stava stava ammirando un pianeta alieno.

Un sopralluogo con Nadia dei MetAdventures

MARCO: È stata un escursione bellissima in un posto molto silenzioso quindi un contatto con la natura molto forte.

PIETRO: Ritieni ci sia tanta gente alla quale mancava un pezzo di vita?

MARCO: Alcune persone sono inconsapevoli di quello che il mondo ti può dare realmente.

PIETRO: Allora azzardo una ipotesi, secondo te la maggior parte dei problemi di rispetto dell’ambiente, di inquinamento, ma anche di vivere in modo un po’ più sostenibile è dato da questa mancanza?

MARCO: Secondo me sì, c’è anche questa componente, però non e la sola. 

PIETRO: “Vedere un bosco” andrebbe inserita nella lista delle 100 cose da fare prima di compiere 30 anni.

MARCO: Sembra una cosa assurda però non lo è. 

Io ho lavorato con i bambini, e anche con loro vedevano un bosco come qualcosa che si vede soltanto nelle immagini delle fiabe, e te lo puoi anche aspettare da un bambino, però riscontravo la stessa meraviglia, lo stesso stupore anche negli occhi di qualche adulto.

PIETRO: Ecco, diciamo che MetAdventures fa bene al mondo.

MARCO: È il mondo che fa bene a noi.

L’Angolo delle Curiosità

PIETRO: Di MetAdventures abbiamo detto abbastanza ma non è abbastanza perché c’è anche la dimensione goliardica, che io chiamo L’angolo delle curiosità. Ci sono storie strane o curiose o degli aneddoti di cui vorresti parlare?

MARCO: A me è capitata una cosa molto divertente, io organizzo delle escursioni in tenda e si dorme sulla vetta del monte Molare sui monti lattari, quindi proprio sulla vetta della montagna si mette la tenda e li dormiamo.

Durante una di queste escursioni mi è capitato questi due clienti che praticamente hanno portato un fornellino a gas con l’olio e hanno fatto la frittura di pesce.

PIETRO: … sulla montagna a 1400 metri?

MARCO: Te lo giuro, ho le foto, se vuoi anche quelle te le posso mandare.

PIETRO: Secondo me le persone non capiscono il contesto finché non fanno almeno un’escursione.

Metadventures Street food Menu escursionisti: La Frittura di pesce ad alta quota

Un saluto

PIETRO: Avete un’ultima frase o qualcosa dire a chi ci sta leggendo?

MARCO: Sicuramente direi a queste persone soprattutto a quelli che mai hanno provato delle esperienze del genere, mai hanno camminato in natura di iniziare a entrare in questo mondo e che fa bene ogni tanto uscire dalla dimensione cittadina per ritrovare una dimensione che forse quella più vera è quella che è un po’ più casa nostra rispetto a quello che noi pensiamo sia casa nostra, cioè il cemento è molto meno casa nostra rispetto a terreno il cemento.

La bandiera di Metadventures

NADIA: Io vorrei citare un grande filosofo Ernst Junger che parla della figura del ribelle utilizzando la metafora del bosco inteso come il luogo dove l’uomo possa ritrovare se stesso i mezzi per sopravvivere e per ritornare alle sue origini.

Quindi il bosco come metafora proprio perché è lì che comunque noi ritroviamo noi stessi e questo lo diceva appunto junker nel primo Novecento quando tutto si andava robotizzando nell’epoca dell’automatismo e della burocrazia, e oggi come non mai è super attuale.

PIETRO: Io invece cito un pezzettino estratto dal film del 1996:

Il pianeta verde

E chi lo dirige il pianeta?
Nessuno e tutti; c’è un’assemblea del pianeta una volta all’anno con i delegati dei villaggi in cima a una montagna.
Perché in cima a una montagna?
Perché quando si cammina due ore in salita si è più intelligenti!

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